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Festa della benfinita a Spello. Rivisitazione storica.

Festa della benfinita a Spello. Rivisitazione storica.

Ieri,  la cittadina di Spello ha rivissuto la tradizione della festa della Benfinita. Ne scrivo con piacere perché ho avuto l'onore e la gioia di partecipare con i miei bambini, grazie all'invito della scuola dell'infanzia della mia piccolina. L'atmosfera carnevalesca e la splendida giornata mite hanno contribuito a rendere la festa ancora più speciale. La giornata è cominciata la mattina presto con bambini, ragazzi, adulti e turisti  di passaggio impegnati a decorare i carri folkloristici in un'ambientazione d'altri tempi.

Allora fazzoletto in testa o calato sulle spalle, gonna lunga, goffi cappottoni e giacche sformate, scialli, scarpe rigorosamente nere e bimbi vestiti anche loro con motivi a quadri e piccoli fiorellini, con coppola e fazzoletto in testa, in pieno stile contadino.

La festa ricorda la consuetudine degli spellani di festeggiare il raccolto dell'oliva e la produzione dell’olio nuovo. Di solito si tiene nel periodo della raccolta, a novembre, ma quest'anno è stata spostata a febbraio. Le maestre della scuola ed i bimbi più grandi hanno abbellito con i loro lavoretti, realizzati a mano i giorni precedenti, la “frasca”, il carro tradizionale protagonista della sfilata pomeridiana. La Benfinita è infatti una gara di bellezza ed originalità fra le frasche dei terzieri, delle scuole locali, delle associazioni e dei privati che si ritrovano ad allestire i loro carri e a cantare al suono dell’organetto canti altrimenti dimenticati, testimonianza di quell’Umbria rurale ed autentica che oggi vengono a ricercare i tanti viaggiatori che scelgono la nostra regione come meta dei loro viaggi. In una giornata come questa non poteva mancare sulla tavola del pranzo della domenica il protagonista della festa: il rinomato olio locale. Per fortuna che nel pomeriggio ci si è arrampicati per i ripidi e pittoreschi vicoli cittadini per la sfilata delle frasche a smaltire gli stravizi del pranzo!

 Giornate come queste ti fanno ricordare le nostre radici, il passato contadino delle nostre famiglie, la fortuna di vivere in un contesto culturale che non dimentica le tradizioni e cerca ancora lo stare insieme al canto di

S.Antonio allu desertu se magnava li tajulini 
Satanassu pe’ dispettu je rubbette li furcini 
S.Antonio nun se lagna, colle mane se li magna. 
S.Antonio S.Antonio lu nemicu de lu demonio!

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